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04.01.2012 - La solidarietà dell’Arci al Consorzio Goel
Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci e Gennaro di Cello, presidente Arci Calabria
Esprimiamo la nostra solidarietà al Consorzio Goel e la nostra più ferma condanna per l’atto terroristico di cui è stato vittima due giorni fa, quando un ordigno è stato fatto esplodere davanti all’ingresso del locale di prossima apertura destinato ad ospitare un ristorante multietnico.Si tratta di un atto gravissimo contro un importante progetto di inserimento lavorativo di immigrati rifugiati politici avviato a Caulonia dal Consorzio Goel. È il secondo atto di violenza e di intimidazione mafiosa verificatosi in Calabria in pochi giorni contro organizzazioni di Terzo Settore impegnate quotidianamente a lavorare per affermare percorsi di legalità, di accoglienza e di inclusione sociale.
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CON UNA FIRMA I GOVERNI FANNO A PEZZI IL DIRITTO ALL' ACQUA
Un articolo pubblicato oggi da IIED avverte che i governi africani con una firma stracceranno per i prossimi decenni il diritto all’acqua, senza riguardo alcuno per il modo in cui ciò condizionerà milioni di utenti, la pesca, l’agricoltura e la pastorizia. Il diritto all’acqua compare spesso nel crescente numero di accordi in materia di terra che i governi stanno firmando con investitori; la maggior parte di queste terre richiede però che l’irrigazione sia accessibile. Questi accordi hanno già richiamato l’attenzione poiché sono sbrigativi, segreti ed unilaterali. Molti di essi non garantiscono benefici e possono addirittura creare ulteriori problemi sociali ed ambientali.
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Il caso di Malika Yacout andrà alla Corte Europea
riprendiamo stamp toscana
La donna, di origine marocchina ma cittadina italiana da 15 anni, in seguito all'esecuzione dello sfratto si ritrovò a Santa Maria Nuova in psichiatria, dopo aver subito due iniezioni per sedarla. Era incinta di quasi cinque mesi. Oggi mercoledì 12 la sentenza di archiviazione del Tribunale di Firenze
Firenze - Approderà alla Corte di giustizia della comunità europea, il caso di Malika Yacout, la donna di origine marocchina, cittadina italiana da 15 anni, che il 3 dicembre 2004, incinta di quasi 5 mesi, venne fatta oggetto di uno sfratto esecutivo che la portò dritta dritta al reparto psichiatrico dell’ospedale di Santa Maria Nuova. E che ora è madre di una bimba di sei anni che soffre di una grave encefalopatia dagli esiti incerti. Dopo sette anni di traversie giudiziarie, il caso è stato archiviato con la sentenza di oggi 12 ottobre dal giudice per le indagini preliminari. Una sentenza che giunge dopo tre altre richieste di archiviazione, di cui una annullata dalla Corte di Cassazione per mancata notifica, e che sembrerebbe mettere una pietra tombale su una vicenda dai molti profili oscuri. Questi i fatti. La vicenda inizia quando la giovane marocchina, dovendo affrontare un periodo difficile nel febbraio del 2004, oberata da una serie di debiti, separata, con una bambina che all'epoca ha 10 anni, non riesce più a pagare l’affitto, 1200 euro al mese. Si rivolge ai servizi sociali due settimane prima del fatto, ma l’aiuto richiesto riesce solo a procurarle un appuntamento da uno psichiatra e un altro presso l'ufficio casa, tre settimane dopo la data dello sfratto esecutivo. Troppo tardi.
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IMMIGRAZIONE, IN ARRIVO LA STANGATA
Sul permesso di soggiorno contributo fino a 200 euro
di Marco Noci
È in arrivo una stangata per le tasche degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. È stato infatti pubblicato sull'ultima «Gazzetta Ufficiale» del 2011 (la n. 304 del 31 dicembre) il decreto del 6 ottobre 2011 del ministero dell'Economia che introduce, a partire dal 30 gennaio 2012, un contributo a carico degli stranieri che chiedono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
Il contributo era stato previsto dalla legge 94 del 15 luglio 2009, che, fra l'altro, ha previsto anche l'accordo di integrazione (il cosiddetto «permesso a punti» che sarà in vigore dal prossimo 10 marzo).
L'esborso si aggiunge ai costi già previsti per la richiesta di permesso di soggiorno e cioè la marca da bollo da 14,62 euro, le spese postali pari a 30 euro e il costo di produzione del permesso di soggiorno elettronico di 27,50 euro. La misura del contributo a carico dello straniero maggiorenne è la seguente:
- 80 euro se la validità del permesso di soggiorno è compresa fra 3 mesi e un anno (rientrano in questa casistica i permessi per lavoro stagionale); - 100 euro se è superiore a un anno e inferiore o pari a due anni (ad esempio lavoro autonomo, contratto di lavoro a tempo determinato); - 200 euro per il «permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo» e cioè il titolo di soggiorno senza scadenza. Il nuovo contributo non riguarderà invece i permessi per i figli minori, gli stranieri che entrano in Italia per sottoporsi a cure mediche e i richiedenti asilo politico, protezione o motivi umanitari.
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LA CRISI NON PIEGA GLI IMMIGRATI«FELICI DI VIVERE IN ITALIA
LA CRISI NON LI SCORAGGIA. GLI IMMIGRATI RESTANO OTTIMISTI E CONSAPEVOLI DI «ESSERE ENTRATI IN UN CIRCUITO DI CRESCITA NON FACILE MA PROGRESSIVO». IL RITRATTO DELINEATO DAL 45°RAPPORTO DEL CENSIS RACCONTA DI UN’ITALIA FRAGILE DOVE SPADRONEGGIA L’EGO E LA LITIGIOSITÀ, SEGNATA DAL CROLLO DELLA FAMIGLIA E DALLA ... Fonte qn.quotidiano.net – 03/11/2011 Autore: Silvia Mastrantonio LA CRISI non li scoraggia. Gli immigrati restano ottimisti e consapevoli di «essere entrati in un circuito di crescita non facile ma progressivo». Il ritratto delineato dal 45°rapporto del Censis racconta di un’Italia fragile dove spadroneggia l’ego e la litigiosità, segnata dal crollo della famiglia e dalla penuria dei servizi per i Comuni ridotti al default sociale.
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guida online “18 anni…in Comune!”
Il 13 ottobre è stata presentatai a Roma l’iniziativa di sensibilizzazione che coinvolge i Sindaci italiani, rivolta a 15.000 tra ragazzi e ragazze nati in Italia da genitori stranieri che possono richiedere la cittadinanza italiana al compimento della maggiore età. Sono circa 15.000 i ragazzi e le ragazze tra i diciassette e i diciotto anni, nati in Italia e di origine straniera potenzialmente destinatari nel 2012 della campagna “18 anni ….in Comune!” di ANCI, Save the Children e Rete G2 – Seconde Generazioni. La Campagna viene lanciata oggi a Roma con l’obiettivo di sollecitare il maggior numero di Sindaci ad informare tempestivamente le seconde generazioni – cioè i minori nati in Italia da genitori stranieri – sulle modalità di acquisizione della cittadinanza al compimento della maggiore età. Questi ragazzi secondo l’attuale normativa, possono diventare italiani se, oltre a essere stati registrati all’anagrafe, hanno risieduto legalmente in Italia fino alla maggiore età e senza interruzioni1. Per farlo occorre presentare una richiesta al Comune di residenza entro il diciannovesimo anno di età. Il problema è che gran parte di loro non è a conoscenza del fatto che per fare domanda hanno solo un anno di tempo a partire dalla maggiore età.
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